Varo Motonave Fabio Duò

Tecnologie Trasporti Mare

Navi senza casa, Bielo alza la voce.
Il presidente del Consorzio Chioggia Nuova: «Chiediamo un ormeggio da 20 anni

CHIOGGIA. Navi senza casa. Tornano a lamentarsi gli imprenditori delle opere marittime del “Consorzio Chioggia Nuova” per la mancanza di un ormeggio sicuro al loro rientro in città. Da 20 anni gli imprenditori chiedono alle varie amministrazioni comunali e alla capitaneria di porto di individuare un luogo dedicato come esiste in tutti gli altri porti. Un’indifferenza, dicono, che contrasta con la loro continua disponibilità ad investire in città, sul sociale come nello sport. Più che rabbia c’è rassegnazione nelle parole con cui il presidente del consorzio, Ivano Boscolo Bielo, torna su un problema ormai cronico. «Non sappiamo nemmeno più come spiegarcelo», sostiene Bielo, «abbiamo posto il problema in tutti i modi, a tutti i sindaci e in ogni occasione. Non si muove nulla. Da 20 anni chiediamo di poter ormeggiare in città almeno alla pari di quanto facciamo altrove. Qui non esiste uno spazio acqueo per noi. Avevamo un’autorizzazione provvisoria per i Saloni, ma lì la guardiania ci costerebbe 65.000 euro l’anno, un costo insostenibile. Ogni giorno dobbiamo inventarci ormeggi di fortuna e chiedere al personale di rimanere a bordo per questioni di sicurezza, ovviamente pagando gli straordinari notturni».

L’alternativa è ormeggiare fuori, spesso a Malamocco, con un disagio maggiore per i dipendenti che devono rientrare. «Il nostro è un settore portante dell’economia», continua Bielo, «diamo lavoro a 700 persone, ma siamo considerati davvero poco». E malgrado gli effetti della crisi, si continua ad investire. Lo dimostra la Zeta srl che domenica, a Marghera, inaugurerà una nuova motonave, la Fabio Duò, costata 8 milioni: realizzata dai cantieri Vittoria di Adria, è lunga 80 metri, ha una capacità di carico di 2.500 metri cubi ed è dotata di un escavatore di ultima generazione. «Con questo mezzo potremo lavorare in tutto il Mediterraneo», spiega Valentina Boscolo Zemello, legale rappresentante di Zeta, «la crisi e la fase di chiusura del Mose ci impongono di accettare commissioni anche lontano da Venezia. Speriamo che il mercato risponda».

Elisabetta Boscolo Anzoletti
La Nuova Venezia – 20 settembre 2012

Gigante d'acciaio entra in mare. Nel nome di Dio.

Ieri alle 15.30 è stata varata la motonave Fabio D. della società armatrice Zeta Srl di Sottomarina.
La cerimonia si è svolta con la benedizione di frate Romano della vicina, antichissima parrocchia della Tomba di Adria. Al grido “in nome di Dio taglia” la motonave è scesa nelle acque del Canal Bianco, bagnata alla rottura della bottiglia di spumante rigorosamente italiano, lanciata con vigoria dalla madrina d’eccezione, la Signora Marvi, moglie di Mauro Boscolo, armatori della società Zeta, proprietaria della motonave.
La motonave è stata dedicata a Fabio Duò, contitolare del cantiere navale Vittoria Spa, scomparso nel settembre dell’anno scorso. La decisione su espresso desiderio della famiglia Boscolo che ne ha condiviso assieme il grande progetto, con grande passione ed entusiasmo, sin dalla sua idea iniziale, all’ultimo giorno di costruzione.
La motonave sarà trasferita ai primi di luglio a Porto Levante per completare gli ultimi dettagli di allestimento. Poi ci saranno i collaudi e le prove in mare finali. Per le sue eccezionali caratteristiche di carico troverà impiego immediato ideale nella laguna di Venezia per i grandi lavori del Mose. Si tratta di una motonave cosiddetta a fondo apribile (Hopper Dredger). È in grado di effettuare una navigazione Speciale senza limitazione. La sua lunghezza, come si dice ingresso, fuori tutto è di 81 metri. È larga 16 metri. Fabio Duò ha un’altezza di 5,5 metri e una portata di 3mila tonnellate. Si avvale di un modello gru Liebherr Hs895Hd da 250 tonnellate di portata. E dispone di alloggi per un equipaggio di otto persone. La propulsione avviene con due motori diesel.

Il Resto del Carlino – 23 giugno 2012

Liebherr HS 8300 HD per clienti italiani

Liebherr ha appena annunciato che il loro primo modello del SA 8300 HD, la più grande gru cingolata della serie HS Liebherr, è stata venduta a Chioggia (Italia) al cliente Zeta Srl.
Questo apparecchio sarà installato su una nave per vari lavori di dragaggio nel Mar Mediterraneo e farà parte del equipaggiamento di una nave da 41.000 tonnellate prodotta dal Cantiere Navale Vittoria SpA, che può essere classificata come nave draga.
Questa nave ha lo scopo di mantenere la vie navigabili nel Mar Mediterraneo, soprattutto approfondendo quei canali che sono seriamente minacciati di diventare interrati.
La forza trasporto del HS 8300 HD è ideale per i carichi dinamici elevati che devono essere sopportati durante operazioni marittime come dragaggio. Questo non significa solo prestazioni superiori efficaci per l’utente, ma anche una minor usura e durata.
Montato su un piedistallo, la gru ha un peso di circa 240 tonnellate. Essa è dotato di un braccio principale di 41 mt e 2 pompe idrauliche subacque con una capacità di 20 m3.
Per ottenere prestazioni ottimali la gru è dotata di due argani idraulici a caduta libera che offrono circa 50 tonnellate di tiraggio ciascuno. Gli argani si distinguono per il loro design compatto e di facile montaggio. La gru cingolata offre una profondità massima di 25 mt di dragaggio con benna idraulica e fino a 200 mt di profondità con maniglie meccaniche.
La profondità di dragaggio può essere automaticamente pre-impostata, regolando così la profondità massima e garantendo un dragaggio piatto.
Trazione ibrida idraulica Pactronic®.
L’HS 8300 HD è il primo apparato di costruzione di Liebherr ad essere equipaggiato con la trazione ibrida idraulica Pactronic®.
Questa unità ibrida innovativa basata sull’idraulica offre sia i vantaggi economici che ecologici.
Energia in eccesso viene immagazzinata e successivamente rigenerata aumentando così la capacità di movimentazione del materiale, mentre allo stesso tempo riduce sensibilmente il consumo di carburante.
Entrambi i motori V12 diesel offrono 725 kW e la trazione ibrida combinata raggiungere una potenza di sistema paragonabile ad un sistema di azionamento convenzionale con 1.250 kW.
Oltre al dragaggio HS 8300 HD è adatto per un certo numero di altri lavori di movimentazione dei materiali.

http://www.dredgingtoday.com

Gru da record per la nuova nave ordinata da Zeta

Sulla draga in costruzione al Cantiere Navale Vittoria sarà istallato il primo esemplare di Liebherr HS 8300 HD

Una gru da record è stata acquistata per essere installata su una nave da lavoro italiana da record. Il gioco di parole serve per descrivere l’acquisto, da parte della società Zeta Srl di Chioggia, del primo esemplare di gru Liebherr modello HS 8300 HD, macchina di sollevamento appositamente progettata per lavori di escavo e dragaggio di fondali e canali. Questa gru, del peso di 240 tonnellate, con uno sbraccio di 41 metri e benne sottomarine da 20 metri cubi di capacità, sarà consegnata nei primi mesi del 2016 per l’installazione su una nuova nave in costruzione ad Adria (Rovigo) e ha previsto un investimento da 3 milioni di euro. Zeta è una realtà aziendale in grado di fornire lavori marittimi e servizi di difesa della costa, morfologia ambientale, opere specialistiche e lavori di dragaggio ed escavo di canali e fondali.
La nave in questione è un’unità da lavoro (tecnicamente una draga) in costruzione presso il Cantiere Navale Vittoria commissionata a fine 2014 e prevista in consegna a metà del prossimo anno. Valentina Boscolo Zemello, numero uno della società chioggiotta Zeta, parla di un “investimento da circa 12 milioni di euro che porterà la nostra flotta di navi da lavoro a 11 unità. Una parte di queste sono adatte ai lavori in acque interne mentre altre sono costruite per impieghi in vari porti nazionali e anche in acque internazionali”.
Zeta Srl farà registrare quest’anno un volume d’affari da circa 9 milioni di euro e ha diversi mezzi attualmente al lavoro in Nord Italia, in particolare a Venezia dove l’Autorità portuale ha richiesto interventi per l’approfondimento dei canali a porto Marghera. I mezzi più grandi sono invece impiegati soprattutto nel Tirreno: a La Spezia, Piombino, Genova, Anzio e probabilmente prossimamente un altro porto da servire sarà Taranto dove partiranno importanti opere di dragaggio.
A proposito di eventuali ulteriori investimenti dopo la nuova costruzione in via di completamento ad Adria, la numero uno di Zeta sembra essere cauta: “Faremo un passo alla volta. La priorità innanzitutto sarà cercare un buon contratto d’impiego per la nave non appena sarà ultimata”. Aspetto innovativo della nuova ammiraglia della flotta Zeta sarà il fatto che “questo mezzo – precisa ancora Valentina Boscolo Zemello –, oltre a dragare avrà anche una pompa per aspirare e refluire il materiale. Dunque ci consentirà di effettuare anche lavori di ripascimento e non solo di escavo dei fondali aprendo dunque all’opportunità di acquisire contratti interessanti per lavori in primis su diverse spiagge dell’Adriatico”. Non solo: l’ultima arrivata in casa Zeta potrà dare ulteriore impulso anche al business oltreconfine dove peraltro l’azienda si è già affacciata in tempi recenti (in particolare in Marocco) al traino però di altri committenti italiani.
La società della famiglia Boscolo Zemello si autodefinisce “una realtà in grado di effettuare e sostenere investimenti notevoli e di dotarsi di mezzi e attrezzature tecnologicamente all’avanguardia nel settore” e anche gli ultimi investimenti effettuati “sono il frutto di una politica aziendale aggressiva e mirata all’acquisizione di ulteriori quote di mercato e a un ampliamento dell’ambito geografico di operatività”.

http://www.ship2shore.it